VI STAGIONE : GENIUS LOCI

 

 

La sesta stagione di Ensemble Hornpipe e Ensemble Vocale Harmonia Cordis desidera proporre due cicli dedicati al sentimento dei luoghi, al riflesso che la frequentazione fisica o spirituale di un luogo ebbe su generazioni di compositori.

Abbiamo così ricostruito il fil rouge che sembra legale a Virgilio e al recupero del letteratura latina e greca i compositori francesi vincitori del prestigioso Prix de Rome, premio di avvio alla carriera professionale per scultori, architetti, pittori, incisori e musicisti che prevedeva un lungo soggiorno a Roma e in Italia.

Tra le esperienze più intense della vita musicale romana per molti vi era senza dubbio l’ascolto di Palestrina e Orlando di Lasso: “è proprio nella cornice […] molto semplice e pura di Santa Maria dell’Anima […] che bisogna ascoltare questa musica che è l’unica musica di chiesa che ammetto. Nelle mani di Palestrina e Orlando […] il contrappunto riesce a sottolineare il sentimento delle parole con straordinaria profondità e a volte ha delle tortuosità nel disegno melodico che producono lo stesso effetto di miniature di antichi messali.” (C. Debussy, 1885).

Praga con la sua corte fastosa e colorata, diede alla musica barocca più generazioni di musicisti capaci di rendere il contrappunto colore e espressione.

Non poteva mancare nel 150° dell' Unità d'Italia una riflessione sulla musica milanese del Risorgimento nei salotti filoaustriaci e patriottici e sulla musica di quella generazione di compositori italiani, nati dopo il 1880 che "costruirono" il moderno gusto italiano.

 II CICLO

Sabato 5 novembre 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO

La musica dei salotti risorgimentali tra sentimenti patriottici e nostaglie filoaustriache

Musiche di A.Rolla, G.Verdi, L.Bassi, L.v. Beethoven, A.Canti

ENSEMBLE HORNPIPE – Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

Sabato 3 dicembre 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO

La generazione dell'Ottanta e il genio italico

Musiche di O. Respighi, R.Zandonai, L. Sinigaglia

ENSEMBLE HORNPIPE - Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

Sabato 17 dicembre 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO

Concerto di musica sacra

ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci

 

I CICLO

Sabato 2 aprile 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO

Il “Prix de Rome”e la musica francese tra ‘800 e ‘900

Musiche di Rabaud, Dubois, Debussy, Mouquet, Massenet, Faurè

ENSEMBLE HORNPIPE – Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

Sabato 16 aprile 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO

Ad Dominum clamavi. La polifonia palestriniana a Roma e il suo riflesso nell’Europa del ‘500

Musiche di Palestrina, Lasso, Hassler, Anerio, Cardoso

ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci

 

 

Sabato 7 maggio 2011 ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO

Praga e la musica dei compositori barocchi boemi

Musiche di Biber, F. Benda, G. Benda, Zach, Zelenka, Stamitz, Fux

ENSEMBLE HORNPIPE – Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

Sabato 11 giugno 2011 ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO

DOPO IL VESPRO. Sacro e Profano d'Europa tra mottetti, canzonette e madrigali.
Musiche di O. di Lasso, G.P. Palestrina, Arcadelt, Passerau, O. Vecchi, Morley, Encina

ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci

 

 

 

 

V Stagione 2009-2010

 “…come avviene in una sinfonia…”

Scuole e città d’Europa

 

Il precetto è infatti una lampada,
l'insegnamento una luce,
le correzioni e la disciplina sono la via della vita,

Proverbi 6:23

 

“C’è in tutta l’arte –e certamente in tutta l’arte occidentale-

un elemento che per brevità potremmo chiamare

 l’elemento della «culla di spago»”

E.H.Gombrich Freud e la psicologia dell’arte

 

 

La città non ha bisogno della luce del sole, ne' della luce della luna,

perché la gloria di Dio la illumina"

Ap 21, 23

 

La città come il luogo dell'illuminazione e della tenebra, della salvezza e della perdizione: una città benedetta e maledetta, dove la luce della gloria di Dio viene offuscata dallo stordimento, dall'effimera corsa dei giorni, dalla superficiale e chiusa fatica di vivere. Eppure è la città quel luogo, quello spazio esteriore e interiore dove le voci dell'umanità si intrecciano come in una sinfonia (Card. Tettamanzi): sinfonia frammentata e spesso difficile da percepire, ma sempre mossa dalla ricerca di una dimensione profonda che dia senso al vivere, all'incontrarsi. Una sinfonia sacra: anche dove la luce di Dio non illumina alcun cammino. Anche dove non transitano arcangeli né sovrani.

Cercare questa sinfonia della città significa porsi in ascolto e lasciarsi istruire: lasciarsi guidare da quei Maestri che hanno saputo decodificare in una le diverse voci che innervano le anime della città, che continuamente la modificano, la cambiano, la proiettano all'esterno o la raccolgono in pochi istanti di intima attesa.

Come i sette sigilli spezzati dagli angeli dell'apocalisse, così un percorso di ascolto e illuminazione deve avvenire in maniera progressiva e plurale.

Per questo, nel silenzioso centro di una rumorosa città, la Basilica di San Calimero offre sette momenti di ascolto di diverse voci, di diverse città: scuole d’ingegno e armonia da Napoli a Madrid, attraverso la grande musica di Scarlatti, Mozart, Corelli, Bach e la lezione polifonica di Morales, Guerrero e De Victoria. Tracce mondane di anime elette o segni liturgici scolpiti nel canto: perfezioni melodiche votate alla sacralità di un'Armonia, divina nell’ispirazione, umana nella fattura, con cui ricostruire un percorso di evoluzione e continuità, capace di elevarsi nel corso dei secoli al di sopra della mondanità.

Nella difficile ricostruzione dell’evoluzione della musica occidentale dall’Ars antiqua di Leoninus e Perotinus fino ai giorni nostri non possiamo trascurare il significato della “scuola”, come luogo in cui l’insegnamento e il precetto diventano la scintilla vitale di nuove creazioni e nuovi percorsi: ad ogni passaggio di mano o di generazione, come nel gioco della “culla di spago”, elementi sempre nuovi  vengono aggiunti allo schema dato, generando al contempo una sensazione di grande unitarietà e di molteplici sfaccettature di luce.

La sinfonia, il suono condiviso e concertato, rappresenta con le sue mille sfaccettature e le sue varianti –la sinfonia concertante, il concerto grosso, il concerto solistico, la suite- il filo rosso di questo percorso.

A partire dal Rinascimento infatti nasce per la prima volta la consapevolezza che gli strumenti, possono condividere e talora sostituire le voci nel difficile compito di disegnare le complesse trame delle composizioni polifoniche: la nascita dei primi consort di flauti e viole, la pubblicazione dei primi spartiti di revisioni strumentali di bicinia e contrappunti (Antonio Gardane, Canzoni francese a due voci buone da cantare et sonare , Venezia, 1539), aprono la strada verso un genere nuovo e del tutto strumentale.

A partire dalla polifonia sacra a Venezia come a Bologna, nasce il genere della sinfonia, inizialmente genere comune alla musica sacra – Concerti Ecclesiastici, a una, due, tre, quattro voci con doi a cinque, et uno a otto. Messa, e doi Magnificat, et Falsi Bordoni à 4 Et sei sonate, per strumenti à due, tre e quattro, Milano 1610 – e a quella profana delle prima opere di Monteverdi e Cavalli.

A partire da queste brevi composizioni le peculiarità del linguaggio strumentale diedero significati -e diversi nomi- ai diversi generi che si andavano sommando di generazione in generazione.

Nella mappa di questo percorso abbiamo individuato alcuni cammini che ci sono parsi più evidenti di altri.

Bologna con la sua cattedrale di S.Petronio concepita nel 1390 per surclassare l’allora basilica di S.Pietro a Roma, fu luogo di nascita e formazione di musicisti come Corelli e Torelli.

Giovanni Battista Vitali, allievo di Maurizio Cazzati e Giuseppe Torelli allievo, come Padre Martini, di Lorenzo Perti lavorarono invece sullo sviluppo del concerto per strumento solista e orchestra e all’impiego delle trombe, elemento questo che ritroviamo anche nella musica di Giovanni Battista Martini.

Quest’ultimo, teorico e filosofo oltre che musicista, seppe esercitare una grande influenza stilistica su tutta la generazione di compositori della seconda metà del700, difendendo attraverso lettere, saggi e lezioni ad allievi del calibro di W.A.Mozart la tradizione del contrappunto.

Corelli ,invece allievo di Bassani,  trasferitosi presto a Roma a rivaleggiare con l’autoctono Stradella, dobbiamo la canonizzazione delle forme della sonata a solo, della trio sonata, della sinfonia di concerto grosso, forme che ebbero successo fino alla fine del ‘700.

In quegli anni a Roma si formarono e operarono molti dei musicisti che diffusero lo stile italiano in tutta Europa. Tra di essi Alessandro Scarlatti e Francesco  Geminiani. Il palermitano Scarlatti con le sue Sinfonie di Concerto Grosso e le sue Sinfonie avanti l’opera diede un forte impulso al genere e alla nascita della scuola napoletana, il sistema di conservatori che formò talenti per oltre cento anni, tra cui Mancini, Piccinni, Cimarosa, Domenico Sarro e Pergolesi.

Francesco Geminiani, come Haendel anch’esso passato dai salotti romani, fu allievo di Scarlatti ma conquisto fama e  successo in Inghilterra, dove pubblicò in omaggio a Corelli  una revisione delle sonate in forma di concerto grosso.

L’opera di trascrizione e talora riscrittura di composizioni cameristiche in versione orchestrale o di riduzione di opere orchestrali in versione cameristici –come ad esempio le Sinfonie di Mozart riviste dal Cimador e pubblicate a Londra o i Concerti di Chopin “da eseguirsi con orchestra o quintetto d’archi”-mostrano non solo la grande fluidità con cui i diversi generi si influenzavano reciprocamente, ma anche la grande tradizione culturale e scolastica, desiderosa in ogni parte d’Europa di rendere fruibile al pubblico opere importanti secondo i canoni stilistici dell’epoca di esecuzione.

Se per i capolavori della pittura circolavano stampe e copie, per l’arte di comporre i suoni la possibilità di eseguire un brano nella sua interezza espressiva con un diverso medium rappresentò il mezzo preferito di divulgazione delle idee musicali  fino alla completa affermazione del pianoforte e successivamente del fonografo.

Tra le revisioni di mano celebre - il Messiah di Haendel per mano di Mozart e le Passioni di Bach per mano di Mendelssohn-  soprende il lavoro attento e rispettoso che Bach fece sullo Stabat Mater di Pergolesi, divenuto la cantata BWV 1083 del suo catalogo.

Giovanni Battista Pergolesi  fu infatti un vero caso nell’Europa musicale del ‘700: divenuto famoso nell’ambito della opera con “l’invenzione” dell’opera buffa, nel campo della musica sacra il suo Salve Regina e soprattutto lo Stabat Mater acquistarono una tale notorietà che J.S. Bach, già maturo e affermato, non esitò a proporre questa novità d’oltralpe al suo pubblico di Lipsia adattandolo al testo tedesco del salmo 51.

Era decisamente un periodo di grande circolazione di idee, ma anche di musicisti: gli allievi di Somis, a sua volta allievo di Corelli a Roma tra il 1703 e il 1706, furono Giardini e Pugnani, a sua volta insegnante di Bruni e Viotti: trasferitisi tutti a Parigi furono compositori e musicisti stimati, influenzando con la loto tecnica e il loro gusto la generazione di compositori francesi come Rode, Baillot, Beriot e Kreutzer.

Nella Parigi dell’ancien regime,infatti, la fama e la novità dei concert spirituel (1725-1790)non mancarono di attirare non solo i compositori italiani, ma anche quelli tedeschi e austriaci: tra i primi C.Stamitz e l’orchestra di Mannheim, una compagine di virtuosi e compositori che seppe divenire punto di riferimento per il nuovo genere della sinfonia classica.

Con questa orchestra, formata da virtuosi eccellenti nelle sezioni degli archi ma anche dei fiati collaborarono tutti i compositori del tempo, tra cui Mozart e Haydn,

Tra le fila dell’orchestra troviamo anche Ignazio Fiorillo- musicista napoletano il cui figlio Federigo divenne didatta e virtuoso famoso in Germania e Italia- ma anche Holtzbauer e Moon, tutti musicisti importanti per la nascita e l’affermazione del cosiddetto classicismo viennese.

L’opera di G.M.Moon –il suo concerto per violoncello in particolare, così come le forme barocche del contrappunto e della suite – furono poi riprese da Schönberg, didatta famoso che ebbe negli anni viennesi e poi americani tra i suoi allievi i massimi compositori della prima metà del900 (A.Webern, E.Krenek, A.Berg).

 

A margine di questa stagione, realizzata con l’appoggio della Comunità Pastorale Santi Apostoli e insieme all’Ensemble Vocale Harmonia Cordis, tre appuntamenti importanti, realizzati in collaborazione con il Centro Culturale Antonianum, l’Accademia Internazionale della Musica e il Comune di Cernusco sul Naviglio, dedicati all’imminente bicentenario della nascita di Chopin, ai 350 anni della nascita di Scarlatti e al tricentenario di G.B.Pergolesi e al centenario di composizione dell’opera di G.Holst Savitri, progetto selezionato come vincitore del bando Previsioni della Fondazione Cariplo.

 

 

10 Ottobre 2009 - Centro Culturale Antonianum, Milano

Chopin: il concerto op.21  nella versione per pianoforte e archi (B&H – Lipsia, 1836)

Solista: Enrico Pompili

ENSEMBLE HORNPIPE

Direttore: Giovanni Enrico Lo Curto

 

 

28 novembre 2009 - Basilica di S.Calimero

La Scuola napoletana: sinfonie e sinfonie concertanti

ENSEMBLE HORNPIPE

Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

Mercoledì 9 dicembre 2009 - Basilica di S.Calimero

Morales e Guerrero.

Dipinti vocali e sacri nella Spagna del ‘500: Siviglia

Ensemble vocale HARMONIA CORDIS

diretto da Giuditta Comerci

 

 

Sabato 30 gennaio 2010 -  Basilica di S.Calimero

La prima Scuola di Vienna tra sinfonia e camerismo

W.A.Mozart, G.B.Cimador, A.Webern, F.Schubert

ENSEMBLE HORNPIPE

Viola e concertazione: Mauro Righini

 

 

15 Marzo 2010 – Teatro Dal Verme

In collaborazione con l’Accademia Internazionale della Musica e La Fondazione Pomeriggi Musicali

G.Holst SAVITRI

 ENSEMBLE HORNPIPE

CORO POLIFONICO DELL’ACQUA POTABILE

 

 

Domenica 21 marzo 2010 – Basilica di S.Calimero

Giovedì 25 Marzo 2009 – In collaborazione con il Comune di Cernusco sul Naviglio

La Scuola napoletana nella musica sacra

  1. Scarlatti - J.S. Bach/G.B.Pergolesi

ENSEMBLE HORNPIPE

Soprano: Barbara Vignudelli

Contralto: Marzia Castellini

 

 

Sabato 24 aprile 2010 - Basilica di S.Calimero

La Scuola bolognese: Concerti grossi e Sinfonie

G.B. Vitali, G. Torelli, F. Geminiani, A. Corelli, G.B. Martini

ENSEMBLE HORNPIPE

Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

 

Sabato 8 maggio 2010 - Basilica di S.Calimero

Nel tono e nel colore

L’evoluzione della polifonia sacra nel Rinascimento spagnolo:

Morales, Guerrero, De Victoria

Ensemble vocale HARMONIA CORDIS

diretto da Giuditta Comerci

 

 

 

 Sabato 22 maggio 2010 - Basilica di S.Calimero

 Tra prima e seconda Scuola di Vienna:

F.J.Haydn, G.M.Moon, A.Webern, A.Schönberg, E.Krenek

ENSEMBLE HORNPIPE

Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

Sabato 16 ottobre 2010 - Basilica di S. Calimero

La Scuola di Mannheim

F.X.Richter, A. Stamitz, I.J. Holtzbauer, K.Stamitz

ENSEMBLE HONRPIPE

Direttore: Giovanni Marziliano

 

 

Sabato 27 novembre 2010 - Basilica di S.Calimero

 La Scuola violinistica del Nord Italia: l'eredità di Corelli

P.A. Locatelli, F. Geminiani, G.B. Somis, G.B. Viotti

ENSEMBLE HORNPIPE

 

Sabato 18 dicembre 2010 - Basilica di S.Calimero

Dalla Scuola spagnola ai maestri tedeschi della polifonia rinascimentale

ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci

ENSEMBLE HORNPIPE

 

 

IV Stagione 2008-2009 - LE CAPITALI DELLA MUSICA EUROPEA

                           

Sfogliando una partitura si pone spesso attenzione all’autore, alla sua nazionalità, alla sua data di nascita, ma difficilmente si osserva con la giusta cura l’editore e il luogo di pubblicazione, soprattutto in questi tempi di globalizzazione in cui tutto sembra accessibile in qualunque parte del mondo. Eppure, a partire dall’invenzione della stampa, il ruolo e il peso dell’editoria nello sviluppo della cultura musicale è stato significativo, soprattutto in assenza di mezzi di registrazione e riproduzione.

 

Il primo nucleo di sviluppo dell’editoria musicale fu Venezia, all’inizio del500: i suoi editori potevano contare su un sistema commerciale già sviluppato e internazionale, e la loro tecnica fu sin dall’inizio riconosciuta come eccellente. Fu così che la musica pubblicata da Petrucci e da Gardano diffuse in tutta Europa lo stile di Cipriano de Rore e di Willaert, dei Gabrieli e di Monteverdi. Venezia, la prima delle capitali dell’editoria, conservò il suo prestigio musicale per tutto il600 e il ‘700 grazie a un pubblico esigente, alle presenza di dodici teatri d’opera, all’attenzione che i nobili e i mercanti dell’epoca diedero alla musica (anche in occasione di feste e intrattenimenti) e all’educazione musicale, sia privata (Tommaso Albinoni, Alessandro e Benedetto Marcello furono compositori stimati e noti, pur considerandosi “dilettanti”) sia pubblica. Vivaldi, Porpora, Hasse, Sacchini insegnarono infatti nei numerosi collegi veneziani, e nelle cappelle musicali della Serenissima si formarono compositori come Galuppi e Caldara.

 

L’epoca d’oro dell’editoria veneziana volse al tramonto verso la fine del XVIII secolo, quando Walsh e Roger-Le fecero rispettivamente di Londra e Amsterdam centri primari di diffusione della musica a stampa: entrambi gli editori non diedero diffusione internazionale ai musicisti locali, ma predilessero la promozione e la pubblicazione dei migliori musicisti di tutta Europa (Haendel, Bononcini, Vivaldi, Geminiani, Locatelli e molti altri). Tuttavia, la vita musicale londinese fu arricchita anche da numerosi compositori nati sul suolo inglese o ivi naturalizzati, dei quali proponiamo alcune opere di raro ascolto ma esemplari del gusto locale durante il XVIII secolo, insieme ad un brano, l’Ouverture da Agrippina, scritto per i teatri veneziani, ma pubblicato per la prima volta sul suolo inglese da Arnold, musicista ed editore che a partire dal 1787 iniziò la pubblicazione dell’integrale delle opere di Haendel.

 

Tra la fine del XVII secolo e la prima metà del700, il “Centro Commerciale Libraio tedesco” fu trasferito da Francoforte sul Meno a Lipsia dove nacquero in quell’epoca le edizioni Breitkopf, divenute poi Breitkopf & Härtel e seguite sul finire del secolo XVIII dalla nascita di C. F. Peters ad opera di F. A. Hoffmeister e A. Kühnel: pur se J. S. Bach non pubblicò che pochissime delle sue opere, è alle edizioni B&H che dobbiamo la pubblicazione della Bach-Gesellshaft e ad entrambe le case editrici il recupero di molte delle opere dei figli di Bach.

 

Sul finire del700, tuttavia, i luoghi di maggiore innovazione musicale divennero senz’altro Vienna, Parigi e Milano, non a caso le tappe dei viaggi del giovanissimo Mozart.

 

Dall’Austria (Vienna e Salisburgo) e dalla Germania (Mannheim, Berlino), si diffuse in tutta Europa il nuovo stile classico, anche attraverso le edizioni musicali di Imbault, Artaria, Diabelli, Mollo e di due dei più importanti editori-compositori dell’epoca, Franz Hoffmeister e Ignace Pleyel.

Il primo visse a Vienna per gran parte della sua vita, includendo nel suo catalogo sia sue opere, sia opere di Haydn, MozartBeethoven; il secondo, austriaco di nascita, si trasferì a Parigi durante gli anni della Rivoluzione, operando come compositore, editore e costruttore di pianoforti.

 

Milano, austriaca prima e dopo la breve parentesi napoleonica, fu caratterizzata nel Settecento da un autentico rigoglio di musica strumentale, in forme e modi autonomi rispetto alle principali capitali europee pur essendo, grazie al prestigio del suo Teatro Regio Ducale, in continuo rapporto con Venezia e Vienna. Commissioni operistiche furono assegnate a B. Galuppi, J. A. Hasse, F. Holzbauer, F. L. Gassmann, J. Chr. Bach, mentre i musicisti del Teatro Regio erano spesso chiamati da accademie private, case nobiliari e cappelle musicali di chiese e conventi: tale era l’interesse nei confronti della musica che nel 1758, sotto la guida di Giovanni Battista Sammartini, fu istituita l’Accademia Filarmonica, gruppo strumentale composto da amatori associati con l’obbligo di esecuzione e composizione dei brani proposti.

Fu tuttavia Eugenio Napoleone, Viceré d’Italia, a istituire il Conservatorio di Musica nella sua attuale sede, rifornendolo di un primo fondo librario e assumendo come insegnanti i migliori musicisti presenti a Milano in quegli anni (Asioli, Rolla, Pollini). Il Conservatorio, oltre a preparare i musicisti per i teatri, le cappelle superstiti e le accademie, fu catalizzatore di una intensa vita musicale in cui allievi, maestri, dilettanti, ospiti illustri (Thalberg, Listz, Rossini) ed editori si riunivano per proporre sia opere nuove, sia scoperte di opere strumentali classiche a casa (per esempio) dei conti Branca, Litta, del conte Castelbarco, del conte Lichtenthal, questi ultimi a loro volta musicisti per diletto.

La trasformazione di queste accademie in veri e propri concerti, con locandine e artisti di vaglio, avvenne per opera degli editori Ricordi e Lucca, che proprio in quegli anni pubblicarono i primi importanti periodici di informazione musicale, stamparono spartiti d’opera e riduzioni per il consumo cameristico e promossero la nascita della Società del Quartetto per la diffusione della musica da camera e poi sinfonica.

 

Analogamente Parigi, dopo la scomparsa di Versailles come centro della vita di corte, vide il Conservatorio (fondato nel 1795) divenire luogo di diffusione della musica tramite la nascita della “Société des Concerts du Conservatoire” (1828) e della “Société des jeunes artistes du Conservatoire” (1852), e di molte altre iniziative analoghe: nel 1873 l’editore Hartmann fondò il “Concert national”, che promosse la rinascita di una scuola sinfonica francese (Bizet, Saint-Saens, Massenet) e che fu seguita a breve dai “Noveaux Concerts” di Charles Lamoureux, nati per diffondere in Francia la musica di Wagner e dei wagneriani V. D’Indy e G. Fauré.

La musica di Claude Debussy, e in particolare il suo Prelude, fu eseguita più volte all’interno dei programmi proposti da Camille Chevillard, direttore dei “Concerts Lamoureux” e da Eduard Colonne, proprietario dei “Concert national”. L’eco di novità introdotte da Debussy in questo suo breve poema sinfonico furono tali che di lì a pochi anni Schönberg fece preparare a Vienna da uno dei suoi allievi una versione da camera del Prelude, affinché potesse essere eseguita nel contesto dei concerti privati che coordinava per favorire la conoscenza della musica contemporanea.

Di quegli stessi anni e dedicati alle medesime occasioni sono l’Andante per arpa e archi (forse la prima opera di Schönberg) e i 10 Waltzer, entrambi precedenti la sua svolta atonale e poi dodecafonica.

La Seconda Scuola di Vienna fu invece piuttosto ignorata in Francia per la prima metà del900, così come in molte nazioni europee la cui editoria fu in quegli anni ancora tesa a sviluppare e diffondere le opere dei musicisti “nazionali” viventi o delle glorie passate.

La vocazione internazionale di alcuni editori londinesi si pose dunque come una vera novità nel panorama europeo: il crescente prestigio delle istituzioni musicali britanniche e la passione con la quale la borghesia seguiva e apprezzava i concerti (nel 1851, Berlioz scrisse “non esiste città al mondo che consumi tanta musica come Londra”) portò inoltre alla nascita di nuove realtà concertistiche e musicali che seppero attirare l’attenzione dei più grandi compositori del tardo XIX secolo e del nascente XX.

Fu così che molti musicisti tra i quali Stravinskji e Prokof’ev pubblicarono proprio a Londra numerose opere, presso le case editrici che nel frattempo (grazie anche alla straordinaria diffusione mondiale dei prodotti dell’Impero Britannico) si erano andate affermando con cataloghi sempre più vasti.

 

Luca Vonella

 

 

8 Novembre 2008 – Basilica di S.Nazaro in Brolo

 Venezia nel XVIII secolo

Dir. Carlo Goldstein

A.Marcello Concerto in Fa maggiore per due flauti, violoncello, archi e continuo

A.Caldara  Sonata a quattro III in Sib maggiore per archi e continuo

B.Galuppi Concerto a quattro in Do minore

T.Albinoni Introduzione seconda a 5 in Re minore

A.Vivaldi Concerto per molti strumenti

  

24 Gennaio 2009 – Basilica di S.Calimero

 Lipsia nel XVIII secolo: Breitkopf & Härtel e C.F.Peters

 Dir. Carlo Goldstein

G.P.Telemann (Magdeburgo,1681-Amburgo,1767)

Wassermusik  Suite per orchestra (1723)

W.F.Bach  (Weimar, 1710 – Berlino,1784)

Sinfonia in Re minore F64 (1746-1764)

M.Reger ( Brand,1873 – Lipsia, 1916)

Lyrisches Andante (Liebestraum) per archi (1898)

J.S.Bach (Eisenach,1685 – Lipsia, 1685)

Concerto per violini, archi e continuo  BVW 1041 (1717-1723)

 

 

26 Aprile 2009 - POLITEATRO PARROCCHIALE

Vienna, Parigi, Milano tra ‘700 e ‘800: Hoffmeister e Pleyel, autori ed editori

 Flauto: Maximiliano Ribichini

Violino: Valentina Ghirardani

Viola: Luca Vonella

 

F.A.Hoffmeister (Vienna, 1754 -1812)

Duetto per flauto e viola in Re Maggiore n°2 (Hoffmeister, 1789-1790)

 I.Pleyel (Ruppensthal, 1757- Parigi, 1831)

Duetto in Do minore per violino e viola Op.30 n°3 (Pleyel, 1795?)

 Anon. (Ricordi, 1830-1831)

Terzetto “Vivi tu te ne scongiuro” per flauto, violino e viola

dall’omonima aria da “Anna Bolena” di G.Donizetti (Milano, Teatro Carcano 26 dicembre 1830)

 

 

9 Maggio 2009 – Basilica di S.Calimero

Parigi e Vienna Fin de siècle

Dir. Carlo Goldstein

C.Saint-Saens      

Prelude da Le Deluge per quartetto d’archi e archi (Ed.Durand, 1876)

 A.Schönberg       

10 Walzer per orchestra d’archi (man.)

 Andante per arpa e archi (man.)

 Claude Debussy  

 Prelude à l’après-midi d’un faune

(rev. sotto gli auspici di A.Schönberg per flauto, oboe, clarinetto, harmonium, pianoforte, arpa e archi )

 Danses sacrée et profane per arpa e archi (Ed.Durand, 1904)

 

  

30 Maggio 2009  -  Basilica di S. Calimero

Milano 1609-2009: pagine di vita musicale milanese

Ensemble Hornpipe (Solista e concertazione : M.Righini) – Ensemble Harmonia Cordis (Dir. G.Comerci)

 

Deus Creator omnium

Ambrosiano alternatim polifonia a 4 voci miste (Anonimo, Duomo di Milano - XIV sec.)

Ave verum corpus

Antifona gregoriana. Polifonia a 3 voci miste di Josquin Desprez (1450? –Condé- sur-l’escaut, 1521)

Jachet van Berchem (Berchem,1505 –Monopoli, 1567?)

O Jesu Christe Mottetto a 4 voci miste

Orlando di Lasso (Mons,1532 –Monaco di Baviera, 1594)

Justus es Domine

Mottetto a 3 voci miste

Lodovico Grossi da Viadana (Viadana, 1564 - Reggio Emilia, 1645)

da Cento Canti Ecclesiastici a 1, 2, 3 e 4 voci con il Basso continuo per sonar nell´Organo (Venezia, 1602)

Salve Regina a 2 voci e basso continuo

Antonio Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna, 1741)

Concerto per viola d’amore, due violini, viola e basso continuo (Ricordi, 1947)

Girolamo Frescobaldi  (Ferrara,1583 - Roma,1643)

Recercar

con obligo di cantare la quinta parte senza toccarla (Roma, 1615)

Giovan Battista Sammartini (Milano 1695-1750)

Sonata in Re maggiore per flauto, archi e continuo (Locarno, 1951)

Alessandro Rolla (Pavia, 1757 - Milano, 1840)

 Sinfonia in Mi per quintetto d’archi (trascr. di F.Tasca) (man.)

Giulio Ricordi (Milano, 1840-1912)

Enivrement !.. Impromptu per archi ( Ricordi, Milano, 1917. Orch.L.Mugnone)

Ernesto Cavallini (Milano, 1807 -1874)

Adagio e tarantella per clarinetto e archi (Canti, Milano, 1860. Orch. L.Vonella)

  

 

 

III Stagione 2007-2008

Modellando il Signor Rossini l’arte sua al vero gusto italiano, si sgabellò delle astruse metafisiche di molti degli oltramontani, e lasciando che a loro tenga luogo d’ogni altro senso l’orecchio, vide che in Italia v’erano anche de’ bisogni del cuore , e questi si studiò d’appagare; vide che se la sola armonia bastava all’udito, ella non basta però a conseguire quel fine a cui egli mirava, ed a lei saviamente accoppiò la cantilena; vide che la persuasione è operata dalla continuità del pensiero, e certo egli di possedere profondamente la scienza musica, non si curò di farne uso vano e puerile

(Giovanni Berchet, 1813

Lettera sul Demetrio e Polibio)

 La lettera di Berchet, al di là di quella che può essere una critica specifica legata all’opera di un compositore, mette in luce uno degli aspetti fondamentali della musica italiana del XIX secolo: il suo rapporto con la voce e con l’opera.

A partire dal XVIII secolo e per oltre duecento anni, infatti, l’opera lirica fu il principale prodotto della realtà musicale italiana: i compositori più famosi dell’epoca furono autori di melodrammi, mentre i più importanti virtuosi e insegnanti del Conservatorio di Milano erano costantemente  impegnati presso il Teatro alla Scala o gli altri importanti teatri d’opera italiani.  

Insigni operisti erano stati anche Vivaldi e Mozart, al quale, giunto in Italia fanciullo, fu chiesto di dimostrare la propria valenza cimentandosi appunto con l’opera; ma mai come nel corso dell’Ottocento la musica strumentale fu posta in secondo piano rispetto al teatro lirico.  

All’interno di questo quadro generale, il Conservatorio di Milano e soprattutto la sua ricca biblioteca rappresentarono per tanti versi una realtà a parte: la raccolta di opere a stampa dal 1808 a oggi (la più vasta d’Europa), le donazioni da parte di quei nobili che amavano ascoltare nei loro salotti non solo le fantasie su temi d’opera care alle orecchie del pubblico dei teatri, ma anche opere strumentali italiane e d’Oltralpe, i decreti governativi che obbligavano editori e autori a deporre una copia di ogni partitura eseguita o pubblicata presso la biblioteca del Conservatorio, nonché i manoscritti delle opere didattiche scritte dagli insegnanti per i migliori allievi del Conservatorio stesso, hanno prodotto un corpus di oltre 500.000 unità bibliografiche che testimoniano come la civiltà strumentale italiana di quegli anni non fosse affatto “morta”.  

La Stagione di 2007/08 di Ensemble Hornpipe si propone di valorizzare, seppur nella ridotta misura consentitaci dalle nostre forze, questo patrimonio. 

Abbiamo dunque deciso di aprire la nostra terza stagione con un concerto dedicato a quello che potremmo definire il “belstrumentismo”, ovvero ad opere di autori italiani che hanno esaltato nei loro brani le qualità musicali dei diversi strumenti, in particolar modo Alessandro Rolla, insigne violista e violinista pavese, Luigi Boccherini, il giovanile Rossini delle composizioni strumentali, Leone Sinigaglia, musicista di area piemontese che, dopo aver studiato con Dvorâk e Brahms, scrisse opere di grande finezza strumentale, e Ottorino Respighi nella veste di orchestratore della celeberrima Ciaccona di Tomaso Vitali.

Accanto a questo concerto approfondiremo il tema dello strumentismo in Italia negli stessi anni con brani cameristici di Antonio Vivaldi, Felice Giardini, Luigi Boccherini, Ernesto Cavallini, Nino Rota e Giacomo Puccini, allievi questi ultimi tre del Conservatorio di Milano tra le metà dell’800 e la metà del900.

 Milano può vantare anche tra i suoi musicisti il Johann Christian Bach, che visse nel capoluogo lombardo tra il 1760 e il 1762: intorno all’opera della famiglia Bach abbiamo costruito un concerto che esplora la loro musica nella prospettiva della continuità stilistica tra Johann Sebastian Bach e i suoi figli e della continuità come cifra linguistica del padre, negata dai figli alla ricerca di uno stile irregolare o galantemente vario.

 Infine vogliamo dedicare un concerto ad una delle colonne portanti della musica europea ed italiana: il canto gregoriano. Per questo proponiamo un brano ispirato ai temi gregoriani scritto da Bruno Bettinelli, compositore morto di recente e attivo didatta all’interno del Conservatorio di Milano alla cui biblioteca ha donato molte delle sue opere, affiancato da alcuni ispirati al suono antico della modalità gregoriana di Arvo Part, Henryk Mikołaj Górecki, e della musica rinascimentale con brani di Gustav Holst e Franco Margola, anch’egli insegnante al Conservatorio di Milano tra il ’52 e il ’57.  

Luca Vonella

 

 

10 Novembre 2007 – Basilica di S.Nazaro in Brolo

Il bel strumentiamo italiano nel XIX secolo – L’orchestra da camera

Direttore: Carlo Goldstein

 

 Alessandro Rolla Sinfonia in Mi Minore

Giacchino Rossini Serenata

Luigi Boccherini Sinfonia in Re Maggiore

Leone Sinigaglia Suite per flauto e archi

Tomaso Vitali – Ottorino Respighi Ciaccona per violino archi e organo

  

8 gennaio 2008 - Circolo AlessandroVolta, MILANO

 ..autenticamente americano.

  G.Gershwin: Rapsody in Blue

(versione per pianoforte solo ed ensemble di Luca Vonella)

 

26 gennaio 2008, Accademia Internazionale della Musica, Milano

 Musica d'oggi

Direttore: Carlo Goldstein

 

  Mauro Ciullo Miniatura I (2007) per flauto e trio d'archi

Sostene Calabretta Duo N°1 (2007) per clarinetto e pianoforte

 Nicolò Colombo Tre vermetti non solitari (2007) per trio d'archi

 Luca Valli L.V. “Lasciar vibrare” (2007) per flauto e pianoforte

 Alberto Rampani Studio N°45 (2007) per quintetto d'archi

  

  

19 Aprile 2008 – Basilica di S.Nazaro in Brolo

 Il bel strumentiamo italiano nel XIX secolo: la musica da camera

Ensemble HORNPIPE - Quartetto AURORA

 

Luigi Boccherini (1743-1805) Quintetto in Re Maggiore Allegro assai– Minuetto

Nino Rota (1911-1979) Cinque pezzi per flauto e arpa

Felice Giardini (1716-1796) Trio in Sol maggiore Andante

Gaetano Donizetti (1797-1848) Adagio e Allegro

Giacomo Puccini (1858-1924) Crisantemi, elegia per quartetto

Ernesto Cavallini (1807-1874) Adagio e tarantella

   

5 Aprile 2008 - Spazio SIRIN, Milano

 Pianoforte: Lorenzo Caprotti - Violino: Federica Cavriana - Viola: Luca Vonella

 

A.Rolla: Allegro moderato

dalla Sonata per Viola con accompagnamento di Violino Op.post.

 L.V.Beethoven: “Alla ingharese quasi un capriccio” Op.129

 S.Rachmaninoff: Preludio in sol minore Op.23 n.5

 J.S.Bach: Preludio e Fuga in Sib Maggiore BWV 866

 A.Rolla: Allegro moderato

dalla Sonata per Viola con accompagnamento di Violino

F.Liszt: Rapsodia Ungherese n.15 “Marcia di Racoczy

 L.Jansa Moderato

dal Duetto I per violino e  viola Op.70 Liv.1

 G.Gershwin: Rapsody in Blue

(versione per pianoforte solo)

 

 

8 Marzo 2008 – Basilica di S.Nazaro in Brolo

  Continuità e non:J.S. Bach e i suoi figli

Direttore: Carlo Goldstein

 

W.F. Bach Sinfonietta in Do maggiore

J.S.Bach Concerto per due violini, archi e continuo in Re minore

J.Cage Five per cinque esecutori

J.C.Bach Concerto in Sib maggiore per arpa e archi op.1 n°1

C.P.E. Bach Sinfonia in La maggiore a quattro

 

 Sabato 7 Giugno 2008 – Basilica di S. Nazaro in Brolo

 LA MODALITA'  nella musica del '900

Direttore: Carlo Goldstein

 

Henry Purcell (1691-1695) Suite « The Virtuous Wife; or Good Luck at last»

 Franco Margola (1908-1992) Antiche danze virginalistiche inglesi

 Henryk Gòrecki (1933-) Tre pezzi in stile antico

 Arvo Pärt (1935-) « Psalom»

 Mihaly Hajdu (1909-1990) Concertino per violoncello e archi

Allegro risoluto – Andante quieto – Allegro molto

 

 

 

 

II STAGIONE 2006-2007 “LA MUSICA E LA SCRITTURA

 

 

 

Il territorio di lavoro della seconda stagione dell’Ensemble Hornpipe è il rapporto tra musica e scrittura. Questo ambito assume per noi due significati: da una parte proporremo dei programmi pensati per illustrare singoli aspetti della scrittura musicale a partire dai suo elementi base (armonia, ritmo, melodia o tema, forma); d’altra parte focalizzeremo la nostra attenzione sul rapporto tra testo musicale e testo letterario.

 

La musica in generale svolge infatti molteplici funzioni all’interno della nostra società, divenendo strumento di elevazione spirituale, di sottofondo, di coordinamento del movimento, di intrattenimento, divenendo “fondale sonoro” a idee teatrali o filmiche, o veicolo di testi e poesie. Tuttavia è essa stessa un linguaggio strutturato, autonomo e capace di narrare eventi in tutto e per tutto solo musicali, di guidarci nell’esplorazione di suoni e combinazione sonore, come un dipinto, una poesia o un romanzo sanno guidarci nell’esplorazione di  un’immagine, un’idea, una storia.

 

A tutti noi è capitato, come esecutori e come pubblico, di non avere gli strumenti di comprensione dei fenomeni musicali in atto, di non capire il senso delle successioni di eventi, accordi o note e dunque di limitare il nostro giudizio al solo valore storico-culturale o genericamente ad un’idea di eufonia che spesso ha poco a che fare con le intenzioni dell’autore: l’idea di focalizzare l’attenzione del pubblico su singoli aspetti basilari del linguaggio musicale nasce dunque dal desiderio di condividere con un pubblico sempre più numeroso non solo il valore storico o la bellezza dei  brani  eseguiti, ma il piacere della comprensione della “pittura sonora in movimento” che essi narrano.

 

E’ sulla base di questo ascolto consapevole se non analitico che vorremmo condividere con il nostro pubblico che, come nella stagione precedente, ci permettiamo di accostare brani di epoche diverse, antico e moderno, con lo scopo di evidenziare tecniche comuni e analogie nell’affrontare i medesimi topoi musicali, sottolineando i debiti e le reminiscenze dei compositori del ‘900 rispetto a quelli del passato.

 

L’occasione di realizzare una stagione rappresenta per ogni gruppo di musica un evento raro che privilegia la dimensione di studio e di attività culturale rispetto a quello di realizzazione su commissione di singoli concerti: l’occasione di realizzare nel corso del 2006-2007 una seconda stagione rappresenta per l’Ensemble Hornpipe una importante conferma della solidità dei principi che lo animano e del gruppo di musicisti raccoltisi intorno ai suoi fondatori e del valore che il pubblico, sempre folto e caloroso, e il Centro Culturale Nazarianum hanno saputo riconoscere all’impegno volontario da tutti noi profuso e alla qualità del la nostra attività culturale.

Luca Vonella

 

 

Sabato 14 Ottobre 2006 - Basilica di S.Nazaro in Brolo

I maestri di Mozart: la nascita della forma sonata

Musiche di G.F.Haendel, C.P.E. Bach, F.J.Haydn, Padre Martini, F.Holtzbauer

 

Martedì 28 Novembre 2006 - Spazio Sirin, Milano

La musica popolare: l’arte dell’armonizzazione

Musiche di B.Bartòk, S.Prokofiev, G.Ligeti, M.Ravel

  

Martedì 6 Febbraio 2007 Basilica di S.Nazaro in Brolo

 Contaminazioni ritmiche:

Musiche di L.M.Gottshalk, F.Chopin, B.Martinu, A.Schoemberg.D.Shostakovich

 

Lunedì Grasso: 19 Febbraio 2007 - Spazio Sirin, Milano

La musica e la maschera: la teatralità della scrittura

Musiche di J.P.Rameau, G.Cambini, W.A.Mozart

Letture da G.Rodari

 

 Sabato 21 Aprile -  Basilica di S.Nazaro in Brolo 

Omaggio al mito antico

Musiche di D.Falla, C.Debussy, J.P.Rameau, G.Marinuzzi

 

Martedì 29 Maggio 2007 - Basilica di S.Nazaro in Brolo

 L’ispirazione extramusicale: le Quattro Stagioni

Musiche di Schumann, Schubert, Bolzoni, Beethoven, Debussy, Piazzolla, Vivaldi

Letture da S.Mallarmé e P.Verlaine

 

  

 

I STAGIONE 2005-2006 “NOVA ET VETERA”

 

Scriba doctus in regno caelorum

 similis est homini patri familias

 qui profert de thesauro suo

nova et vetera

(Matteo 13,52)

 

L’ipotesi di una assoluta “consanguineità” di moderno e antico, tra nova e vetera, ha guidato e ispirato le scelte artistiche che stanno alla base della stagione 2005-2006 dell’Ensemble Hornpipe.

 

La nascita, avvenuta nel secolo scorso, di nuovi linguaggi musicali non universalmente riconosciuti ha reso sensibile una sorta di frattura tra presente e passato della musica, che è stata resa ancora più evidente dalla nascita di una filologia talvolta intesa non come tecnica di approccio organico alla comprensione delle opere passate, ma come musealizzazione dell’ascolto e della prassi. Spesso si così è dimenticata “la carica di novità originariamente contenuta nell’antico, quando antico non era” (Salvatore Sciarrino, Le figure della musica, Ricordi 1998): l’evoluzione della musica è sempre consistita infatti in trasgressioni che i singoli individui hanno saputo attuare nei confronti di un vocabolario comunemente accettato, evidenziando così la propria fisionomia e originalità rispetto a quella dei padri.

 

Il nostro percorso di approfondimento, presentato in forma di una serie di concerti, ha scelto brani di raro ascolto ma di sicuro interesse e freschezza, accostando volutamente epoche e stili diversi con lo scopo di evidenziare tecniche comuni e analogie nell’affrontare i medesimi topoi musicali (per lo più di ispirazione paesaggistica, etnica o mitologica), sottolineando i debiti e le reminiscenze dei compositori del ‘900 rispetto a quelli del passato.

 

Allo stesso tempo è possibile riconoscere in alcuni compositori del passato l’interesse per alcuni aspetti del discorso musicale divenuti in epoche successive territorio di esplorazione delle nuove generazioni di  compositori: Jean Philippe Rameau fu forse il primo compositore del700 capace di intuire la forza espressiva della sola armonia e del colore orchestrale; Georg Philipp Telemann, figura di straordinaria fama nella cultura musicale tedesca del tardo Barocco, fu invece originalissimo nel comprendere ed esplorare le potenzialità espressive dei singoli strumenti, e come Rameau introdusse temi extramusicali di ispirazione esotica in forme musicali convenzionali. La stessa fusione del gusto compositivo europeo con stilemi o temi di matrice per noi esotica può essere ritrovata nelle opere di Fikret Amirow e Alberto Evaristo Ginastera, due compositori del900 qui presentati come sottili orchestratori di temi e paesaggi tipici delle loro latitudini culturali.

La fusione di ispirazioni o temi arcaici e arcadici con tecniche compositive moderne fu nel900 esplorata con particolare attenzione da Claude Debussy, Maurice Ravel, Arthur Honegger, Darius Milhaud; simile percorso portò Felix Mendelssohn-Bartholdy , Paul Hindemith e Benjamin Britten a rielaborare le forme tradizionali del corale e del madrigale, ispirandosi ai grandi maestri del passato.

 

A margine di questo percorso non abbiamo potuto trascurare il 250° anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart con due concerti, il primo dedicato alla Missa Brevis in Sol Maggiore (presentata insieme alla Corale Polifonica Nazariana), il secondo incentrato sul debito che anch’egli, genio originalissimo e universalmente riconosciuto,  contrasse con lo stile dei suoi maestri reali e spirituali.

 

La stagione 2005-2006 rappresenta dunque  per l’Ensemble Hornpipe un importante punto di svolta: il gruppo, costituitosi nel 1998 per iniziativa di Luca Vonella e Denise Secci, ha raccolto intorno ai suoi fondatori un numero sempre maggiore di musicisti, fino a divenire dal 2003 (col contributo fondamentale del suo attuale direttore stabile Diego Miglierini) una piccola orchestra da camera che oggi presenta la sua prima stagione nella splendida cornice di una delle più antiche basiliche milanesi, con il patrocinio dell’Associazione Culturale Nazariana, in collaborazione con la  Corale Polifonica Nazariana e con la generosa disponibilità della Basilica di S. Nazaro in Brolo e Santi Apostoli.

Luca Vonella

 

Domenica 6 Novembre 2005 - Basilica di S.Nazaro in Brolo

“Per mari e terre lontane”

Ensemble Hornpipe

Dir.Diego Miglierini

 Musiche di J.P.Rameau, F.Amirow, G.P.Telemann, A.Ginastera

 

  

Lunedì 19 Dicembre 2005 - Basilica di S.Nazaro in Brolo

“Concerto di Natale”

Corale Polifonica Nazariana

Ensemble Hornpipe

Dir.Diego Miglierini

 Musiche di W.A.Mozart, F.Doppler, J.Brahms,

 

 

Sabato 11 Marzo 2006 - Basilica di S.Nazaro in Brolo

“Antichi corali e nuove melodie”

Ensemble Hornpipe

Dir.Diego Miglierini

 Musiche di D.Buxtehude, A.Copland, J.S. Bach, P.Hindemith

 

 

Sabato 6 Maggio 2006 - Basilica di S.Nazaro in Brolo

“Classicità e Neoclassicismo”

Ensemble Hornpipe

Dir.Diego Miglierini

 Musiche di A.Honegger, B.Britten, C.Debussy

Letture da “Le metamorfosi” di Ovidio

 

Sabato 14 Luglio 2006 - Villa Arese-Lucini, Osnago

“Il Classico e l’Esotico”

Ensemble Hornpipe

Dir.Diego Miglierini

 Musiche di G.F.Haendel, C.P.E.Bach, P.I. Tchaikovsky, B.Bartok