VI STAGIONE : GENIUS LOCI
La sesta stagione di Ensemble Hornpipe e Ensemble Vocale Harmonia Cordis desidera proporre due cicli dedicati al sentimento dei luoghi, al riflesso che la frequentazione fisica o spirituale di un luogo ebbe su generazioni di compositori.
Abbiamo così ricostruito il fil rouge che sembra legale a Virgilio e al recupero del letteratura latina e greca i compositori francesi vincitori del prestigioso Prix de Rome, premio di avvio alla carriera professionale per scultori, architetti, pittori, incisori e musicisti che prevedeva un lungo soggiorno a Roma e in Italia.
Tra le esperienze più intense della vita musicale romana per molti vi era senza dubbio l’ascolto di Palestrina e Orlando di Lasso: “è proprio nella cornice […] molto semplice e pura di Santa Maria dell’Anima […] che bisogna ascoltare questa musica che è l’unica musica di chiesa che ammetto. Nelle mani di Palestrina e Orlando […] il contrappunto riesce a sottolineare il sentimento delle parole con straordinaria profondità e a volte ha delle tortuosità nel disegno melodico che producono lo stesso effetto di miniature di antichi messali.” (C. Debussy, 1885).
Praga con la sua corte fastosa e colorata, diede alla musica barocca più generazioni di musicisti capaci di rendere il contrappunto colore e espressione.
Non poteva mancare nel 150° dell' Unità d'Italia una riflessione sulla musica milanese del Risorgimento nei salotti filoaustriaci e patriottici e sulla musica di quella generazione di compositori italiani, nati dopo il 1880 che "costruirono" il moderno gusto italiano.
II CICLO
Sabato 5 novembre 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO
La musica dei salotti risorgimentali tra sentimenti patriottici e nostaglie filoaustriache
Musiche di A.Rolla, G.Verdi, L.Bassi, L.v. Beethoven, A.Canti
ENSEMBLE HORNPIPE – Direttore: Giovanni Marziliano
Sabato 3 dicembre 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO
La generazione dell'Ottanta e il genio italico
Musiche di O. Respighi, R.Zandonai, L. Sinigaglia
ENSEMBLE HORNPIPE - Direttore: Giovanni Marziliano
Sabato 17 dicembre 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO
Concerto di musica sacra
ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci
I CICLO
Sabato 2 aprile 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO
Il “Prix de Rome”e la musica francese tra ‘800 e ‘900
Musiche di Rabaud, Dubois, Debussy, Mouquet, Massenet, Faurè
ENSEMBLE HORNPIPE – Direttore: Giovanni Marziliano
Sabato 16 aprile 2011, ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO
Ad Dominum clamavi. La polifonia palestriniana a Roma e il suo riflesso nell’Europa del ‘500
Musiche di Palestrina, Lasso, Hassler, Anerio, Cardoso
ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci
Sabato 7 maggio 2011 ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO
Praga e la musica dei compositori barocchi boemi
Musiche di Biber, F. Benda, G. Benda, Zach, Zelenka, Stamitz, Fux
ENSEMBLE HORNPIPE – Direttore: Giovanni Marziliano
Sabato 11 giugno 2011 ore 21. Basilica di San Calimero, MILANO
DOPO IL VESPRO.
Sacro e Profano d'Europa tra mottetti, canzonette e madrigali.
Musiche di O. di Lasso, G.P. Palestrina, Arcadelt, Passerau, O. Vecchi,
Morley, Encina
ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci
V Stagione 2009-2010
“…come avviene in una sinfonia…”
Scuole e città
d’Europa
Il precetto è infatti una lampada,
l'insegnamento una luce,
le correzioni e la disciplina sono la via della vita,
Proverbi 6:23
“C’è in tutta l’arte
–e certamente in tutta l’arte occidentale-
un elemento che per brevità potremmo
chiamare
l’elemento della
«culla di spago»”
E.H.Gombrich Freud e la psicologia dell’arte
La città non ha bisogno della luce del sole, ne' della luce della luna,
perché la gloria di Dio
la illumina"
Ap 21, 23
La città come il luogo dell'illuminazione e della
tenebra, della salvezza e della perdizione: una città benedetta e maledetta,
dove la luce della gloria di Dio viene offuscata dallo
stordimento, dall'effimera corsa dei giorni, dalla superficiale e chiusa fatica
di vivere. Eppure è la città quel luogo, quello spazio esteriore e interiore
dove le voci dell'umanità si intrecciano come in una sinfonia (Card.
Tettamanzi): sinfonia frammentata e spesso difficile da percepire, ma sempre mossa
dalla ricerca di una dimensione profonda che dia senso al vivere,
all'incontrarsi. Una sinfonia sacra: anche dove la luce di Dio non illumina
alcun cammino. Anche dove non transitano arcangeli né sovrani.
Cercare questa sinfonia della città significa porsi
in ascolto e lasciarsi istruire: lasciarsi guidare da quei Maestri che hanno
saputo decodificare in una le diverse voci che
innervano le anime della città, che continuamente la modificano, la cambiano,
la proiettano all'esterno o la raccolgono in pochi istanti di intima attesa.
Come i sette sigilli spezzati dagli angeli
dell'apocalisse, così un percorso di ascolto e illuminazione deve avvenire in
maniera progressiva e plurale.
Per questo, nel silenzioso centro di una rumorosa
città,
Nella difficile ricostruzione dell’evoluzione della musica occidentale dall’Ars antiqua di Leoninus e Perotinus fino ai giorni nostri non possiamo trascurare il significato della “scuola”, come luogo in cui l’insegnamento e il precetto diventano la scintilla vitale di nuove creazioni e nuovi percorsi: ad ogni passaggio di mano o di generazione, come nel gioco della “culla di spago”, elementi sempre nuovi vengono aggiunti allo schema dato, generando al contempo una sensazione di grande unitarietà e di molteplici sfaccettature di luce.
La sinfonia, il suono condiviso e concertato, rappresenta con le sue mille sfaccettature e le sue varianti –la sinfonia concertante, il concerto grosso, il concerto solistico, la suite- il filo rosso di questo percorso.
A partire dal Rinascimento infatti nasce per la prima volta la consapevolezza che gli strumenti, possono condividere e talora sostituire le voci nel difficile compito di disegnare le complesse trame delle composizioni polifoniche: la nascita dei primi consort di flauti e viole, la pubblicazione dei primi spartiti di revisioni strumentali di bicinia e contrappunti (Antonio Gardane, Canzoni francese a due voci buone da cantare et sonare , Venezia, 1539), aprono la strada verso un genere nuovo e del tutto strumentale.
A partire dalla polifonia sacra a Venezia come a Bologna, nasce il genere della sinfonia, inizialmente genere comune alla musica sacra – Concerti Ecclesiastici, a una, due, tre, quattro voci con doi a cinque, et uno a otto. Messa, e doi Magnificat, et Falsi Bordoni à 4 Et sei sonate, per strumenti à due, tre e quattro, Milano 1610 – e a quella profana delle prima opere di Monteverdi e Cavalli.
A partire da queste brevi composizioni le peculiarità del linguaggio strumentale diedero significati -e diversi nomi- ai diversi generi che si andavano sommando di generazione in generazione.
Nella mappa di questo percorso abbiamo individuato alcuni cammini che ci sono parsi più evidenti di altri.
Bologna con la sua cattedrale di S.Petronio concepita nel 1390 per surclassare l’allora basilica di S.Pietro a Roma, fu luogo di nascita e formazione di musicisti come Corelli e Torelli.
Giovanni Battista Vitali, allievo di Maurizio Cazzati e Giuseppe Torelli allievo, come Padre Martini, di Lorenzo Perti lavorarono invece sullo sviluppo del concerto per strumento solista e orchestra e all’impiego delle trombe, elemento questo che ritroviamo anche nella musica di Giovanni Battista Martini.
Quest’ultimo, teorico e filosofo oltre che musicista, seppe esercitare una grande influenza stilistica su tutta la generazione di compositori della seconda metà del ‘700, difendendo attraverso lettere, saggi e lezioni ad allievi del calibro di W.A.Mozart la tradizione del contrappunto.
Corelli ,invece allievo di Bassani, trasferitosi presto a Roma a rivaleggiare con l’autoctono Stradella, dobbiamo la canonizzazione delle forme della sonata a solo, della trio sonata, della sinfonia di concerto grosso, forme che ebbero successo fino alla fine del ‘700.
In quegli anni a Roma si formarono e operarono molti dei musicisti che diffusero lo stile italiano in tutta Europa. Tra di essi Alessandro Scarlatti e Francesco Geminiani. Il palermitano Scarlatti con le sue Sinfonie di Concerto Grosso e le sue Sinfonie avanti l’opera diede un forte impulso al genere e alla nascita della scuola napoletana, il sistema di conservatori che formò talenti per oltre cento anni, tra cui Mancini, Piccinni, Cimarosa, Domenico Sarro e Pergolesi.
Francesco Geminiani, come Haendel anch’esso passato dai salotti romani, fu allievo di Scarlatti ma conquisto fama e successo in Inghilterra, dove pubblicò in omaggio a Corelli una revisione delle sonate in forma di concerto grosso.
L’opera di trascrizione e talora riscrittura di composizioni cameristiche in versione orchestrale o di riduzione di opere orchestrali in versione cameristici –come ad esempio le Sinfonie di Mozart riviste dal Cimador e pubblicate a Londra o i Concerti di Chopin “da eseguirsi con orchestra o quintetto d’archi”-mostrano non solo la grande fluidità con cui i diversi generi si influenzavano reciprocamente, ma anche la grande tradizione culturale e scolastica, desiderosa in ogni parte d’Europa di rendere fruibile al pubblico opere importanti secondo i canoni stilistici dell’epoca di esecuzione.
Se per i capolavori della pittura circolavano stampe e copie, per l’arte di comporre i suoni la possibilità di eseguire un brano nella sua interezza espressiva con un diverso medium rappresentò il mezzo preferito di divulgazione delle idee musicali fino alla completa affermazione del pianoforte e successivamente del fonografo.
Tra le revisioni di mano celebre - il Messiah di Haendel per mano di Mozart e le Passioni di Bach per mano di Mendelssohn- soprende il lavoro attento e rispettoso che Bach fece sullo Stabat Mater di Pergolesi, divenuto la cantata BWV 1083 del suo catalogo.
Giovanni Battista Pergolesi fu infatti un vero caso nell’Europa musicale del ‘700: divenuto famoso nell’ambito della opera con “l’invenzione” dell’opera buffa, nel campo della musica sacra il suo Salve Regina e soprattutto lo Stabat Mater acquistarono una tale notorietà che J.S. Bach, già maturo e affermato, non esitò a proporre questa novità d’oltralpe al suo pubblico di Lipsia adattandolo al testo tedesco del salmo 51.
Era decisamente un periodo di grande circolazione di idee, ma anche di musicisti: gli allievi di Somis, a sua volta allievo di Corelli a Roma tra il 1703 e il 1706, furono Giardini e Pugnani, a sua volta insegnante di Bruni e Viotti: trasferitisi tutti a Parigi furono compositori e musicisti stimati, influenzando con la loto tecnica e il loro gusto la generazione di compositori francesi come Rode, Baillot, Beriot e Kreutzer.
Nella Parigi dell’ancien regime,infatti, la fama e la novità dei concert spirituel (1725-1790)non mancarono di attirare non solo i compositori italiani, ma anche quelli tedeschi e austriaci: tra i primi C.Stamitz e l’orchestra di Mannheim, una compagine di virtuosi e compositori che seppe divenire punto di riferimento per il nuovo genere della sinfonia classica.
Con questa orchestra, formata da virtuosi eccellenti nelle sezioni degli archi ma anche dei fiati collaborarono tutti i compositori del tempo, tra cui Mozart e Haydn,
Tra le fila dell’orchestra troviamo anche Ignazio Fiorillo- musicista napoletano il cui figlio Federigo divenne didatta e virtuoso famoso in Germania e Italia- ma anche Holtzbauer e Moon, tutti musicisti importanti per la nascita e l’affermazione del cosiddetto classicismo viennese.
L’opera di G.M.Moon –il suo concerto per violoncello in particolare, così come le forme barocche del contrappunto e della suite – furono poi riprese da Schönberg, didatta famoso che ebbe negli anni viennesi e poi americani tra i suoi allievi i massimi compositori della prima metà del ‘900 (A.Webern, E.Krenek, A.Berg).
A margine di questa stagione, realizzata con l’appoggio della Comunità Pastorale Santi Apostoli e insieme all’Ensemble Vocale Harmonia Cordis, tre appuntamenti importanti, realizzati in collaborazione con il Centro Culturale Antonianum, l’Accademia Internazionale della Musica e il Comune di Cernusco sul Naviglio, dedicati all’imminente bicentenario della nascita di Chopin, ai 350 anni della nascita di Scarlatti e al tricentenario di G.B.Pergolesi e al centenario di composizione dell’opera di G.Holst Savitri, progetto selezionato come vincitore del bando Previsioni della Fondazione Cariplo.
10 Ottobre 2009 - Centro Culturale Antonianum, Milano
Chopin: il concerto op.21
nella versione per pianoforte e archi (B&H
– Lipsia, 1836)
Solista:
Enrico Pompili
ENSEMBLE HORNPIPE
Direttore: Giovanni Enrico Lo Curto
28 novembre 2009 - Basilica di S.Calimero
La Scuola napoletana: sinfonie e sinfonie concertanti
ENSEMBLE HORNPIPE
Direttore: Giovanni Marziliano
Mercoledì 9 dicembre 2009 - Basilica di S.Calimero
Morales e Guerrero.
Dipinti vocali e sacri nella Spagna del ‘500: Siviglia
Ensemble vocale HARMONIA CORDIS
diretto da Giuditta Comerci
Sabato 30 gennaio 2010 - Basilica di S.Calimero
La prima Scuola di Vienna tra sinfonia e camerismo
W.A.Mozart,
G.B.Cimador, A.Webern, F.Schubert
ENSEMBLE HORNPIPE
Viola e concertazione: Mauro Righini
15 Marzo 2010 – Teatro Dal Verme
In collaborazione con l’Accademia Internazionale della Musica e
G.Holst SAVITRI
ENSEMBLE HORNPIPE
CORO POLIFONICO DELL’ACQUA
POTABILE
Domenica 21 marzo 2010 – Basilica di S.Calimero
Giovedì 25 Marzo 2009 – In collaborazione con
il Comune di Cernusco sul Naviglio
La Scuola napoletana nella musica sacra
ENSEMBLE HORNPIPE
Soprano: Barbara Vignudelli
Contralto: Marzia Castellini
Sabato 24 aprile 2010 - Basilica
di S.Calimero
La Scuola bolognese: Concerti grossi e Sinfonie
G.B. Vitali, G. Torelli, F. Geminiani, A. Corelli, G.B. Martini
ENSEMBLE HORNPIPE
Direttore: Giovanni Marziliano
Sabato 8 maggio 2010 - Basilica di S.Calimero
Nel tono e nel colore
L’evoluzione della polifonia sacra nel Rinascimento spagnolo:
Morales, Guerrero, De Victoria
Ensemble vocale HARMONIA CORDIS
diretto da Giuditta Comerci
F.J.Haydn, G.M.Moon, A.Webern, A.Schönberg, E.Krenek
ENSEMBLE HORNPIPE
Direttore: Giovanni Marziliano
Sabato 16 ottobre 2010 - Basilica di S. Calimero
La Scuola di Mannheim
F.X.Richter, A. Stamitz, I.J. Holtzbauer, K.Stamitz
ENSEMBLE HONRPIPE
Direttore: Giovanni Marziliano
Sabato 27 novembre 2010 - Basilica di S.Calimero
La Scuola violinistica del Nord Italia: l'eredità di Corelli
P.A. Locatelli, F. Geminiani, G.B. Somis, G.B. Viotti
ENSEMBLE HORNPIPE
Sabato 18 dicembre 2010 - Basilica di S.Calimero
Dalla Scuola spagnola ai maestri tedeschi della polifonia rinascimentale
ENSEMBLE VOCALE HARMONIA CORDIS diretto da Giuditta Comerci
ENSEMBLE HORNPIPE
IV Stagione 2008-2009 - LE
CAPITALI DELLA MUSICA EUROPEA
Sfogliando una partitura si pone
spesso attenzione all’autore, alla sua nazionalità, alla sua data di nascita,
ma difficilmente si osserva con la giusta cura l’editore e il luogo di
pubblicazione, soprattutto in questi tempi di globalizzazione
in cui tutto sembra accessibile in qualunque parte del mondo. Eppure, a partire
dall’invenzione della stampa, il ruolo e il peso dell’editoria nello sviluppo
della cultura musicale è stato significativo, soprattutto in assenza di mezzi
di registrazione e riproduzione.
Il primo nucleo di sviluppo
dell’editoria musicale fu Venezia, all’inizio del ‘500:
i suoi editori potevano contare su un sistema commerciale già sviluppato e
internazionale, e la loro tecnica fu sin dall’inizio riconosciuta come
eccellente. Fu così che la musica pubblicata da Petrucci
e da Gardano diffuse in tutta Europa lo stile di Cipriano de Rore e di Willaert, dei Gabrieli e di Monteverdi. Venezia, la prima delle capitali dell’editoria,
conservò il suo prestigio musicale per tutto il ‘600 e
il ‘700 grazie a un pubblico esigente, alle presenza di dodici teatri d’opera,
all’attenzione che i nobili e i mercanti dell’epoca diedero alla musica (anche
in occasione di feste e intrattenimenti) e all’educazione musicale, sia privata
(Tommaso Albinoni, Alessandro e Benedetto Marcello
furono compositori stimati e noti, pur considerandosi “dilettanti”) sia
pubblica. Vivaldi, Porpora, Hasse, Sacchini insegnarono infatti nei
numerosi collegi veneziani, e nelle cappelle musicali della Serenissima si
formarono compositori come Galuppi e Caldara.
L’epoca d’oro dell’editoria
veneziana volse al tramonto verso la fine del XVIII secolo, quando Walsh e Roger-Le fecero rispettivamente
di Londra e Amsterdam centri primari di diffusione della musica a stampa:
entrambi gli editori non diedero diffusione internazionale ai musicisti locali,
ma predilessero la promozione e la pubblicazione dei migliori musicisti di
tutta Europa (Haendel, Bononcini,
Vivaldi, Geminiani, Locatelli
e molti altri). Tuttavia, la vita musicale londinese fu arricchita anche da
numerosi compositori nati sul suolo inglese o ivi naturalizzati, dei quali
proponiamo alcune opere di raro ascolto ma esemplari
del gusto locale durante il XVIII secolo, insieme ad un brano, l’Ouverture
da Agrippina, scritto per i teatri veneziani, ma pubblicato per la prima volta
sul suolo inglese da Arnold, musicista ed editore che
a partire dal 1787 iniziò la pubblicazione dell’integrale delle opere di Haendel.
Tra la fine del XVII secolo e la
prima metà del ‘700, il “Centro Commerciale Libraio
tedesco” fu trasferito da Francoforte sul Meno a Lipsia dove nacquero in quell’epoca le edizioni Breitkopf,
divenute poi Breitkopf & Härtel
e seguite sul finire del secolo XVIII dalla nascita di C. F.
Peters ad opera di F. A. Hoffmeister e A. Kühnel: pur se
J. S. Bach non pubblicò che pochissime delle sue
opere, è alle edizioni B&H
che dobbiamo la pubblicazione della Bach-Gesellshaft
e ad entrambe le case editrici il recupero di molte delle opere dei figli di Bach.
Sul finire del ‘700,
tuttavia, i luoghi di maggiore innovazione musicale divennero senz’altro
Vienna, Parigi e Milano, non a caso le tappe dei viaggi del giovanissimo Mozart.
Dall’Austria (Vienna e Salisburgo)
e dalla Germania (Mannheim,
Berlino), si diffuse in tutta Europa il nuovo stile classico, anche attraverso
le edizioni musicali di Imbault, Artaria,
Diabelli, Mollo e di due dei più importanti
editori-compositori dell’epoca, Franz Hoffmeister e Ignace Pleyel.
Il primo visse a Vienna per gran
parte della sua vita, includendo nel suo catalogo sia sue opere, sia opere di Haydn, Mozart e Beethoven; il secondo, austriaco di nascita, si trasferì a
Parigi durante gli anni della Rivoluzione, operando come compositore, editore e
costruttore di pianoforti.
Milano, austriaca prima e dopo la
breve parentesi napoleonica, fu caratterizzata nel Settecento da un autentico
rigoglio di musica strumentale, in forme e modi autonomi rispetto alle
principali capitali europee pur essendo, grazie al prestigio del suo Teatro
Regio Ducale, in continuo rapporto con Venezia e Vienna. Commissioni
operistiche furono assegnate a B. Galuppi, J. A. Hasse, F. Holzbauer,
F. L. Gassmann,
J. Chr. Bach, mentre i
musicisti del Teatro Regio erano spesso chiamati da accademie private, case
nobiliari e cappelle musicali di chiese e conventi: tale era l’interesse nei
confronti della musica che nel 1758, sotto la guida di Giovanni Battista Sammartini, fu istituita l’Accademia Filarmonica, gruppo
strumentale composto da amatori associati con
l’obbligo di esecuzione e composizione dei brani proposti.
Fu tuttavia Eugenio Napoleone,
Viceré d’Italia, a istituire il Conservatorio di Musica nella sua attuale sede,
rifornendolo di un primo fondo librario e assumendo come insegnanti i migliori
musicisti presenti a Milano in quegli anni (Asioli,
Rolla, Pollini). Il Conservatorio, oltre a preparare i musicisti per i teatri,
le cappelle superstiti e le accademie, fu catalizzatore di una
intensa vita musicale in cui allievi, maestri, dilettanti, ospiti
illustri (Thalberg, Listz, Rossini) ed editori si riunivano per proporre sia opere
nuove, sia scoperte di opere strumentali classiche a casa (per esempio) dei
conti Branca, Litta, del conte Castelbarco,
del conte Lichtenthal, questi ultimi a loro volta
musicisti per diletto.
La trasformazione di queste
accademie in veri e propri concerti, con locandine e artisti di vaglio, avvenne
per opera degli editori Ricordi e Lucca, che proprio in quegli anni
pubblicarono i primi importanti periodici di informazione musicale, stamparono
spartiti d’opera e riduzioni per il consumo cameristico e promossero la nascita
della Società del Quartetto per la diffusione della musica da camera e poi sinfonica.
Analogamente Parigi, dopo la
scomparsa di Versailles come centro della vita di corte, vide il Conservatorio
(fondato nel 1795) divenire luogo di diffusione della musica tramite la nascita
della “Société des Concerts du Conservatoire”
(1828) e della “Société des
jeunes artistes du Conservatoire” (1852), e di
molte altre iniziative analoghe: nel 1873 l’editore Hartmann
fondò il “Concert national”, che promosse la
rinascita di una scuola sinfonica francese (Bizet, Saint-Saens, Massenet) e che fu
seguita a breve dai “Noveaux Concerts”
di Charles Lamoureux, nati
per diffondere in Francia la musica di Wagner e dei wagneriani
V. D’Indy e G. Fauré.
La musica di Claude
Debussy, e in particolare il suo Prelude, fu
eseguita più volte all’interno dei programmi proposti da Camille
Chevillard, direttore dei “Concerts
Lamoureux” e da Eduard
Colonne, proprietario dei “Concert national”. L’eco
di novità introdotte da Debussy in questo suo breve
poema sinfonico furono tali che di lì a pochi anni Schönberg
fece preparare a Vienna da uno dei suoi allievi una versione da camera del Prelude,
affinché potesse essere eseguita nel contesto dei concerti privati che
coordinava per favorire la conoscenza della musica contemporanea.
Di quegli stessi anni e dedicati
alle medesime occasioni sono l’Andante per arpa e archi (forse la prima
opera di Schönberg) e i 10 Waltzer,
entrambi precedenti la sua svolta atonale e poi dodecafonica.
La vocazione internazionale di
alcuni editori londinesi si pose dunque come una vera novità nel panorama
europeo: il crescente prestigio delle istituzioni musicali britanniche e la
passione con la quale la borghesia seguiva e apprezzava i concerti (nel 1851, Berlioz scrisse “non esiste città al mondo che consumi
tanta musica come Londra”) portò inoltre alla nascita di nuove realtà
concertistiche e musicali che seppero attirare l’attenzione dei più grandi
compositori del tardo XIX secolo e del nascente XX.
Fu così che molti musicisti tra i
quali Stravinskji e Prokof’ev
pubblicarono proprio a Londra numerose opere, presso le case editrici che nel
frattempo (grazie anche alla straordinaria diffusione mondiale dei prodotti
dell’Impero Britannico) si erano andate affermando con cataloghi sempre più
vasti.
Luca Vonella
8 Novembre 2008 – Basilica di S.Nazaro in Brolo
Venezia nel XVIII secolo
Dir. Carlo Goldstein
A.Marcello Concerto in Fa
maggiore per due flauti, violoncello, archi e continuo
A.Caldara Sonata a quattro
III in Sib maggiore per archi e continuo
B.Galuppi Concerto a quattro in Do
minore
T.Albinoni Introduzione seconda a
A.Vivaldi Concerto per molti
strumenti
24 Gennaio 2009 – Basilica di S.Calimero
Lipsia nel XVIII secolo: Breitkopf
& Härtel e C.F.Peters
Dir. Carlo Goldstein
G.P.Telemann
(Magdeburgo,1681-Amburgo,1767)
Wassermusik Suite per orchestra (1723)
W.F.Bach (Weimar, 1710 – Berlino,1784)
Sinfonia
in Re minore F64 (1746-1764)
M.Reger ( Brand,1873 – Lipsia, 1916)
Lyrisches Andante (Liebestraum) per archi
(1898)
J.S.Bach (Eisenach,1685 – Lipsia, 1685)
Concerto
per violini, archi e continuo BVW 1041 (1717-1723)
26 Aprile
2009 - POLITEATRO PARROCCHIALE
Vienna, Parigi, Milano tra ‘700 e
‘800: Hoffmeister e Pleyel,
autori ed editori
Flauto: Maximiliano
Ribichini
Violino: Valentina Ghirardani
Viola: Luca Vonella
F.A.Hoffmeister (Vienna, 1754 -1812)
Duetto per flauto e viola in Re Maggiore
n°2 (Hoffmeister, 1789-1790)
I.Pleyel (Ruppensthal,
1757- Parigi, 1831)
Duetto in Do minore per violino e viola Op.30 n°3 (Pleyel, 1795?)
Anon. (Ricordi,
1830-1831)
Terzetto “Vivi tu te ne scongiuro”
per flauto,
violino e viola
dall’omonima aria da “Anna Bolena” di G.Donizetti (Milano,
Teatro Carcano 26 dicembre 1830)
9 Maggio 2009 – Basilica di S.Calimero
Parigi e Vienna Fin de siècle
Dir. Carlo Goldstein
C.Saint-Saens
Prelude da Le
Deluge per quartetto d’archi e archi (Ed.Durand, 1876)
A.Schönberg
10 Walzer per orchestra d’archi (man.)
Andante per arpa e archi (man.)
Claude
Debussy
Prelude à l’après-midi d’un faune
(rev.
sotto gli auspici di A.Schönberg per flauto, oboe,
clarinetto, harmonium, pianoforte, arpa e archi )
Danses sacrée
et profane per arpa e archi (Ed.Durand, 1904)
30
Maggio 2009 - Basilica di S. Calimero
Milano 1609-2009: pagine di vita
musicale milanese
Ensemble Hornpipe (Solista e concertazione : M.Righini) –
Ensemble Harmonia Cordis (Dir.
G.Comerci)
Deus Creator omnium
Ambrosiano
alternatim polifonia
a 4 voci miste (Anonimo, Duomo di Milano - XIV sec.)
Ave verum corpus
Antifona
gregoriana. Polifonia a 3 voci miste di Josquin Desprez (1450? –Condé- sur-l’escaut, 1521)
Jachet van Berchem (Berchem,1505 –Monopoli, 1567?)
O Jesu Christe Mottetto
a 4 voci miste
Orlando
di Lasso (Mons,1532 –Monaco
di Baviera, 1594)
Justus es Domine
Mottetto
a 3 voci miste
Lodovico
Grossi da Viadana (Viadana, 1564 - Reggio Emilia, 1645)
da Cento
Canti Ecclesiastici a 1, 2, 3 e 4 voci con
Salve Regina a 2
voci e basso continuo
Antonio
Vivaldi (Venezia, 1678 – Vienna, 1741)
Concerto per viola
d’amore, due violini, viola e basso continuo (Ricordi, 1947)
Girolamo
Frescobaldi (Ferrara,1583 - Roma,1643)
Recercar
con obligo di cantare la quinta parte senza toccarla
(Roma, 1615)
Giovan
Battista Sammartini (Milano 1695-1750)
Sonata in Re
maggiore per
flauto, archi e continuo (Locarno, 1951)
Alessandro
Rolla (Pavia, 1757 - Milano, 1840)
Sinfonia in Mi per
quintetto d’archi (trascr. di
F.Tasca) (man.)
Giulio
Ricordi (Milano, 1840-1912)
Enivrement !.. Impromptu per archi ( Ricordi, Milano,
1917. Orch.L.Mugnone)
Ernesto
Cavallini (Milano, 1807 -1874)
Adagio e tarantella per
clarinetto e archi (Canti, Milano, 1860. Orch. L.Vonella)
III Stagione 2007-2008
Modellando il Signor Rossini l’arte sua al vero gusto italiano, si sgabellò delle astruse metafisiche di molti degli oltramontani, e lasciando che a loro tenga luogo d’ogni altro senso l’orecchio, vide che in Italia v’erano anche de’ bisogni del cuore , e questi si studiò d’appagare; vide che se la sola armonia bastava all’udito, ella non basta però a conseguire quel fine a cui egli mirava, ed a lei saviamente accoppiò la cantilena; vide che la persuasione è operata dalla continuità del pensiero, e certo egli di possedere profondamente la scienza musica, non si curò di farne uso vano e puerile
(Giovanni Berchet, 1813
Lettera sul Demetrio e Polibio)
La lettera di Berchet, al di là di quella che può essere una critica
specifica legata all’opera di un compositore, mette in luce uno degli aspetti
fondamentali della musica italiana del XIX secolo: il suo rapporto con la voce e
con l’opera.
A partire dal XVIII secolo e per oltre duecento anni, infatti, l’opera lirica fu il principale prodotto della realtà musicale italiana: i compositori più famosi dell’epoca furono autori di melodrammi, mentre i più importanti virtuosi e insegnanti del Conservatorio di Milano erano costantemente impegnati presso il Teatro alla Scala o gli altri importanti teatri d’opera italiani.
Insigni operisti erano stati anche Vivaldi e Mozart, al quale, giunto in Italia fanciullo, fu chiesto di dimostrare la propria valenza cimentandosi appunto con l’opera; ma mai come nel corso dell’Ottocento la musica strumentale fu posta in secondo piano rispetto al teatro lirico.
All’interno di questo quadro
generale, il Conservatorio di Milano e soprattutto la sua ricca biblioteca
rappresentarono per tanti versi una realtà a parte: la raccolta di opere a
stampa dal
Abbiamo dunque deciso di aprire la nostra terza stagione con un concerto dedicato a quello che potremmo definire il “belstrumentismo”, ovvero ad opere di autori italiani che hanno esaltato nei loro brani le qualità musicali dei diversi strumenti, in particolar modo Alessandro Rolla, insigne violista e violinista pavese, Luigi Boccherini, il giovanile Rossini delle composizioni strumentali, Leone Sinigaglia, musicista di area piemontese che, dopo aver studiato con Dvorâk e Brahms, scrisse opere di grande finezza strumentale, e Ottorino Respighi nella veste di orchestratore della celeberrima Ciaccona di Tomaso Vitali.
Accanto a questo concerto approfondiremo il tema dello strumentismo in Italia negli stessi anni con brani cameristici di Antonio Vivaldi, Felice Giardini, Luigi Boccherini, Ernesto Cavallini, Nino Rota e Giacomo Puccini, allievi questi ultimi tre del Conservatorio di Milano tra le metà dell’800 e la metà del ‘900.
Milano può vantare anche tra i suoi musicisti il Johann Christian Bach, che visse nel capoluogo lombardo tra il 1760 e il 1762: intorno all’opera della famiglia Bach abbiamo costruito un concerto che esplora la loro musica nella prospettiva della continuità stilistica tra Johann Sebastian Bach e i suoi figli e della continuità come cifra linguistica del padre, negata dai figli alla ricerca di uno stile irregolare o galantemente vario.
Infine vogliamo dedicare un concerto ad una delle colonne portanti della musica europea ed italiana: il canto gregoriano. Per questo proponiamo un brano ispirato ai temi gregoriani scritto da Bruno Bettinelli, compositore morto di recente e attivo didatta all’interno del Conservatorio di Milano alla cui biblioteca ha donato molte delle sue opere, affiancato da alcuni ispirati al suono antico della modalità gregoriana di Arvo Part, Henryk Mikołaj Górecki, e della musica rinascimentale con brani di Gustav Holst e Franco Margola, anch’egli insegnante al Conservatorio di Milano tra il ’52 e il ’57.
Luca Vonella
10 Novembre 2007 – Basilica di S.Nazaro in Brolo
Il bel strumentiamo italiano nel XIX secolo – L’orchestra da camera
Direttore: Carlo Goldstein
Alessandro Rolla Sinfonia in Mi Minore
Giacchino Rossini Serenata
Luigi Boccherini Sinfonia in Re Maggiore
Leone Sinigaglia Suite per flauto e archi
Tomaso Vitali – Ottorino Respighi Ciaccona per violino archi e organo
8 gennaio 2008 - Circolo AlessandroVolta, MILANO
..autenticamente americano.
G.Gershwin: Rapsody in Blue
(versione per pianoforte solo ed ensemble di Luca Vonella)
26 gennaio 2008, Accademia Internazionale della Musica, Milano
Musica d'oggi
Direttore:
Carlo Goldstein
Mauro Ciullo Miniatura I (2007) per flauto e trio d'archi
Sostene Calabretta Duo N°1 (2007) per clarinetto e pianoforte
Nicolò Colombo Tre vermetti non solitari (2007) per trio d'archi
Luca Valli L.V. “Lasciar vibrare” (2007) per flauto e pianoforte
Alberto Rampani Studio N°45 (2007) per quintetto d'archi
19
Aprile 2008 – Basilica di S.Nazaro in Brolo
Il bel strumentiamo italiano nel XIX secolo: la musica da camera
Ensemble HORNPIPE - Quartetto AURORA
Luigi Boccherini (1743-1805) Quintetto in Re Maggiore Allegro assai– Minuetto
Nino Rota (1911-1979) Cinque pezzi per flauto e arpa
Felice Giardini (1716-1796) Trio in Sol maggiore Andante
Gaetano Donizetti (1797-1848) Adagio e Allegro
Giacomo Puccini (1858-1924) Crisantemi, elegia per quartetto
Ernesto Cavallini (1807-1874) Adagio e tarantella
5 Aprile
2008 - Spazio SIRIN, Milano
Pianoforte: Lorenzo Caprotti - Violino: Federica Cavriana - Viola: Luca Vonella
A.Rolla: Allegro moderato
dalla Sonata per Viola con accompagnamento di Violino Op.post.
L.V.Beethoven: “Alla ingharese quasi un capriccio” Op.129
S.Rachmaninoff: Preludio in sol minore Op.23 n.5
J.S.Bach: Preludio e Fuga in Sib Maggiore BWV 866
A.Rolla: Allegro moderato
dalla Sonata per Viola con accompagnamento di Violino
F.Liszt: Rapsodia Ungherese n.15 “Marcia di Racoczy”
L.Jansa Moderato
dal Duetto I per violino e viola Op.70 Liv.1
G.Gershwin: Rapsody in Blue
(versione per pianoforte solo)
8 Marzo
2008 – Basilica di S.Nazaro in Brolo
Continuità e non:J.S. Bach e i suoi figli
Direttore: Carlo Goldstein
W.F. Bach Sinfonietta in Do maggiore
J.S.Bach Concerto per due violini, archi e continuo in Re minore
J.Cage Five per cinque esecutori
J.C.Bach Concerto in Sib maggiore per arpa e archi op.1 n°1
C.P.E. Bach Sinfonia
in La maggiore a quattro
Sabato
7 Giugno 2008 – Basilica di S. Nazaro in Brolo
Direttore: Carlo Goldstein
Henry
Purcell (1691-1695) Suite « The Virtuous Wife; or Good Luck at last»
Franco Margola (1908-1992) Antiche danze virginalistiche inglesi
Henryk Gòrecki (1933-) Tre pezzi in stile antico
Arvo Pärt (1935-) « Psalom»
Mihaly Hajdu (1909-1990) Concertino per violoncello e archi
Allegro risoluto – Andante quieto – Allegro molto
II STAGIONE 2006-2007 “
Il territorio di lavoro della seconda stagione dell’Ensemble Hornpipe è il rapporto tra musica e scrittura. Questo ambito assume per noi due significati: da una parte proporremo dei programmi pensati per illustrare singoli aspetti della scrittura musicale a partire dai suo elementi base (armonia, ritmo, melodia o tema, forma); d’altra parte focalizzeremo la nostra attenzione sul rapporto tra testo musicale e testo letterario.
La musica in generale svolge infatti molteplici funzioni all’interno della nostra società, divenendo strumento di elevazione spirituale, di sottofondo, di coordinamento del movimento, di intrattenimento, divenendo “fondale sonoro” a idee teatrali o filmiche, o veicolo di testi e poesie. Tuttavia è essa stessa un linguaggio strutturato, autonomo e capace di narrare eventi in tutto e per tutto solo musicali, di guidarci nell’esplorazione di suoni e combinazione sonore, come un dipinto, una poesia o un romanzo sanno guidarci nell’esplorazione di un’immagine, un’idea, una storia.
A tutti noi è capitato, come esecutori e come pubblico, di non avere gli strumenti di comprensione dei fenomeni musicali in atto, di non capire il senso delle successioni di eventi, accordi o note e dunque di limitare il nostro giudizio al solo valore storico-culturale o genericamente ad un’idea di eufonia che spesso ha poco a che fare con le intenzioni dell’autore: l’idea di focalizzare l’attenzione del pubblico su singoli aspetti basilari del linguaggio musicale nasce dunque dal desiderio di condividere con un pubblico sempre più numeroso non solo il valore storico o la bellezza dei brani eseguiti, ma il piacere della comprensione della “pittura sonora in movimento” che essi narrano.
E’ sulla base di questo ascolto consapevole se non analitico che vorremmo condividere con il nostro pubblico che, come nella stagione precedente, ci permettiamo di accostare brani di epoche diverse, antico e moderno, con lo scopo di evidenziare tecniche comuni e analogie nell’affrontare i medesimi topoi musicali, sottolineando i debiti e le reminiscenze dei compositori del ‘900 rispetto a quelli del passato.
L’occasione di realizzare una stagione rappresenta per ogni gruppo di musica un evento raro che privilegia la dimensione di studio e di attività culturale rispetto a quello di realizzazione su commissione di singoli concerti: l’occasione di realizzare nel corso del 2006-2007 una seconda stagione rappresenta per l’Ensemble Hornpipe una importante conferma della solidità dei principi che lo animano e del gruppo di musicisti raccoltisi intorno ai suoi fondatori e del valore che il pubblico, sempre folto e caloroso, e il Centro Culturale Nazarianum hanno saputo riconoscere all’impegno volontario da tutti noi profuso e alla qualità del la nostra attività culturale.
Luca Vonella
Sabato 14 Ottobre 2006 - Basilica di S.Nazaro in Brolo
I maestri di Mozart: la nascita della forma sonata
Musiche di G.F.Haendel, C.P.E. Bach, F.J.Haydn, Padre Martini, F.Holtzbauer
Martedì 28 Novembre 2006 - Spazio Sirin, Milano
La musica popolare:
l’arte dell’armonizzazione
Musiche di B.Bartòk, S.Prokofiev, G.Ligeti, M.Ravel
Martedì 6 Febbraio 2007 Basilica di S.Nazaro in Brolo
Contaminazioni ritmiche:
Musiche di L.M.Gottshalk, F.Chopin, B.Martinu, A.Schoemberg.D.Shostakovich
Lunedì Grasso: 19 Febbraio 2007 - Spazio Sirin, Milano
La musica e la
maschera: la teatralità della scrittura
Musiche di J.P.Rameau, G.Cambini, W.A.Mozart
Letture da G.Rodari
Sabato 21 Aprile - Basilica di S.Nazaro in Brolo
Omaggio al mito
antico
Musiche di D.Falla, C.Debussy, J.P.Rameau, G.Marinuzzi
Martedì 29 Maggio 2007 - Basilica di S.Nazaro in Brolo
L’ispirazione
extramusicale: le Quattro Stagioni
Musiche di Schumann, Schubert, Bolzoni, Beethoven, Debussy, Piazzolla, Vivaldi
Letture da S.Mallarmé e P.Verlaine
I STAGIONE 2005-2006 “NOVA ET VETERA”
similis est homini patri familias
qui profert de thesauro
suo
nova et vetera
(Matteo 13,52)
L’ipotesi di una assoluta “consanguineità” di moderno e antico, tra nova e vetera, ha guidato e ispirato le scelte artistiche che stanno alla base della stagione 2005-2006 dell’Ensemble Hornpipe.
La nascita, avvenuta nel secolo scorso, di nuovi linguaggi musicali non universalmente riconosciuti ha reso sensibile una sorta di frattura tra presente e passato della musica, che è stata resa ancora più evidente dalla nascita di una filologia talvolta intesa non come tecnica di approccio organico alla comprensione delle opere passate, ma come musealizzazione dell’ascolto e della prassi. Spesso si così è dimenticata “la carica di novità originariamente contenuta nell’antico, quando antico non era” (Salvatore Sciarrino, Le figure della musica, Ricordi 1998): l’evoluzione della musica è sempre consistita infatti in trasgressioni che i singoli individui hanno saputo attuare nei confronti di un vocabolario comunemente accettato, evidenziando così la propria fisionomia e originalità rispetto a quella dei padri.
Il nostro percorso di approfondimento, presentato in forma di una serie di concerti, ha scelto brani di raro ascolto ma di sicuro interesse e freschezza, accostando volutamente epoche e stili diversi con lo scopo di evidenziare tecniche comuni e analogie nell’affrontare i medesimi topoi musicali (per lo più di ispirazione paesaggistica, etnica o mitologica), sottolineando i debiti e le reminiscenze dei compositori del ‘900 rispetto a quelli del passato.
Allo stesso tempo è possibile riconoscere in alcuni compositori del passato l’interesse per alcuni aspetti del discorso musicale divenuti in epoche successive territorio di esplorazione delle nuove generazioni di compositori: Jean Philippe Rameau fu forse il primo compositore del ‘700 capace di intuire la forza espressiva della sola armonia e del colore orchestrale; Georg Philipp Telemann, figura di straordinaria fama nella cultura musicale tedesca del tardo Barocco, fu invece originalissimo nel comprendere ed esplorare le potenzialità espressive dei singoli strumenti, e come Rameau introdusse temi extramusicali di ispirazione esotica in forme musicali convenzionali. La stessa fusione del gusto compositivo europeo con stilemi o temi di matrice per noi esotica può essere ritrovata nelle opere di Fikret Amirow e Alberto Evaristo Ginastera, due compositori del ‘900 qui presentati come sottili orchestratori di temi e paesaggi tipici delle loro latitudini culturali.
La fusione di ispirazioni o temi arcaici e arcadici con tecniche compositive moderne fu nel ‘900 esplorata con particolare attenzione da Claude Debussy, Maurice Ravel, Arthur Honegger, Darius Milhaud; simile percorso portò Felix Mendelssohn-Bartholdy , Paul Hindemith e Benjamin Britten a rielaborare le forme tradizionali del corale e del madrigale, ispirandosi ai grandi maestri del passato.
A margine di questo percorso non abbiamo potuto trascurare il 250° anniversario della nascita di Wolfgang Amadeus Mozart con due concerti, il primo dedicato alla Missa Brevis in Sol Maggiore (presentata insieme alla Corale Polifonica Nazariana), il secondo incentrato sul debito che anch’egli, genio originalissimo e universalmente riconosciuto, contrasse con lo stile dei suoi maestri reali e spirituali.
La stagione 2005-2006 rappresenta dunque per l’Ensemble Hornpipe un importante punto di svolta: il gruppo, costituitosi nel 1998 per iniziativa di Luca Vonella e Denise Secci, ha raccolto intorno ai suoi fondatori un numero sempre maggiore di musicisti, fino a divenire dal 2003 (col contributo fondamentale del suo attuale direttore stabile Diego Miglierini) una piccola orchestra da camera che oggi presenta la sua prima stagione nella splendida cornice di una delle più antiche basiliche milanesi, con il patrocinio dell’Associazione Culturale Nazariana, in collaborazione con la Corale Polifonica Nazariana e con la generosa disponibilità della Basilica di S. Nazaro in Brolo e Santi Apostoli.
Luca Vonella
Domenica 6 Novembre
2005 - Basilica di S.Nazaro
in Brolo
“Per mari e terre
lontane”
Ensemble Hornpipe
Dir.Diego Miglierini
Musiche di J.P.Rameau, F.Amirow, G.P.Telemann, A.Ginastera
Lunedì
19 Dicembre 2005 - Basilica di S.Nazaro in Brolo
“Concerto di Natale”
Corale Polifonica Nazariana
Ensemble Hornpipe
Dir.Diego Miglierini
Musiche di W.A.Mozart, F.Doppler, J.Brahms,
Sabato 11 Marzo
2006 - Basilica di S.Nazaro in Brolo
“Antichi corali e
nuove melodie”
Ensemble Hornpipe
Dir.Diego Miglierini
Musiche di D.Buxtehude, A.Copland, J.S. Bach, P.Hindemith
Sabato 6 Maggio
2006 - Basilica di S.Nazaro in Brolo
“Classicità e
Neoclassicismo”
Ensemble Hornpipe
Dir.Diego Miglierini
Musiche di A.Honegger, B.Britten, C.Debussy
Letture da “Le
metamorfosi” di Ovidio
Sabato
14 Luglio 2006 - Villa Arese-Lucini,
Osnago
“Il Classico e l’Esotico”
Ensemble Hornpipe
Dir.Diego Miglierini
Musiche di G.F.Haendel, C.P.E.Bach, P.I. Tchaikovsky, B.Bartok